EX VOTO

"Qual vuol grazia ed a Te non ricorre...
sua disianza vuol volar senz'ali"

 

Innumerevoli le testimonianze delle grazie ricevute da coloro che con fede 
si sono rivolti a Maria, Vergine di Bonora. Ne riportiamo alcune.


La Vergine è invocata per difendersi dall'aggressore

La famiglia Massari, salvata dall'incidente  La Vergine salva la bambina 
dagli zoccoli del cavallo


Padrone e cavallo salvati dal pericolo 
nel fiume Conca


14 Giugno 2002
cinque ragazzi salvi grazie a Maria



Famiglia salvata dall'incidente, 
rottura del carro


Giovanni Palmerini guarito dal tetano

 


Don Giuseppe Ghigi, salvato 
da un attacco apoplettico

 

P.G.R.

23 Dicembre 1836
In questo giorno giunse al Santuario di Bonora, sopra un baroccio, una donna di avanzata età avente seco una giovanetta inferma, la quale entrò in chiesa sorreggendosi a due canne. Il sacerdote don Matteo Del Monte la benedisse, e poscia si recò a Montefiore. Ritornato al Santuario con immenso suo stupore vide le due canne sulla predella dell'altare, e seppe che la giovane era partita completamente risanata. Il suddetto don Matteo Del Monte ne fece relazione scritta, e testimoni al fatto furono i Signori don Pietro Tomassini cappellano di S.Andrea in Besanigo e il Signor conte Girolamo Lettimi di Rimini. 

1837
Donna Maria Costante, benedettina nel monastero di S.Angelo in Vado (PU), era da circa quaranta giorni ammalata di forte infiammazione alla gola, che le impediva di articolar parola. Inutilmente le furono praticati i più potenti rimedi dell'arte; ma untasi con l'olio della B.Vergine della Cella di Bonora, alla terza volta si liberò nel modo più assoluto di tale infermità
6 Maggio 1837
Teresa Guidi Giungi di San Marino per lo spazio di venti anni veniva a brevi intervalli di tempo assalita da convulsioni, che la lasciavano fuori dei sensi. Riusciti inutili i sussidi umani ricorse alla protezione della Madonna di Bonora, e la sua speranza non rimase delusa, perché in breve vide scomparire ogni segno d'infermità.
18 Agosto 1837
Annunziata figlia di Pietro Ciavatta della parrocchia di Bordonchio di Rimini per dieci mesi soggiacque ad infermità di mente. Fatto ricorso alla Vergine della Cella di Bonora riacquistò tutta la potenza delle sue facoltà intellettuali.
6 Giugno 1905
Virginia Urbinati di Rimini venne ricoverata all'ospedale per curarsi di grave emorragia interna. Erasi deciso di sottoporla ad atto operatorio; ma per timore che la sofferente dovesse soccombere, l'operazione veniva di giorno in giorno protratta. L'inferma allora si rivolse fiduciosa a Maria Santissima venerata sotto il titolo di Maria della Grazia nella chiesa detta di Bonora, la cui immagine teneva presso di sé e dopo 52 giorni senza essere operata uscì dall'ospedale in perfetto stato di salute. Questo fatto ha narrato la nominata Virginia Urbinati che, a piedi, si è recata al Santuario di Bonora per ringraziare la Celeste sua Benefattrice della grazia ricevuta. 
14 Giugno 2002
La sera del 14 giugno 2002, cinque giovani tra i 18 e i 22 anni, stavano percorrendo, a bordo di un'auto, la strada che collega Forlì a San Benedetto in Alpe nell'Appennino tosco-romagnolo. Era circa mezzanotte.  
I ragazzi erano i riminesi Giovanni Pirozzi (proprietario della macchina) e Paolo Zannoni (alla guida), Andrea Marconi di Reggio-Emilia, Michele Navacchia e Giacomo Babini di Forlì. A causa della velocità l'auto ha sbandato in una curva, appena prima di un ponte, e, imboccando un punto in cui il guardrail era mancante è  precipitata di sotto facendo un volo di circa 20 metri nel torrente sottostante. Come gesto di riconoscenza, per la grazia ricevuta (l'auto era stata benedetta al Santuario della Madonna di Bonora appena acquistata) è stato fatto realizzare un ex voto dalla pittrice riccionese Anna Tedaldi.

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